La sicurezza sul lavoro comincia dall’organizzazione: prevenzione, benessere e nuove tecnologie

Dal convegno “Together for Mental Health at Work – 7 libri per un lavoro più umano”, promosso da S3 Opus ed Edizioni Palinsesto, emerge la necessità di ripensare la prevenzione attraverso un approccio interdisciplinare che integri competenze, formazione e innovazione.

La sicurezza sul lavoro non può essere affidata soltanto alle norme, alle procedure e ai dispositivi di protezione. Per prevenire realmente infortuni e malattie professionali occorre intervenire anche sull’organizzazione del lavoro, sulla qualità delle relazioni, sul benessere delle persone e sulle competenze necessarie ad affrontare i cambiamenti.

È questo uno dei messaggi principali emersi dal convegno “Together for Mental Health at Work – 7 libri per un lavoro più umano”, svoltosi il 19 ottobre 2026 a Roma, presso Palazzo Valentini, con una buona partecipazione di pubblico.

L’iniziativa, promossa da S3 Opus ed Edizioni Palinsesto in occasione della Settimana europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, ha riunito esperti di sicurezza, sociologia, neuroscienze, ergonomia, organizzazione e formazione per affrontare un tema di crescente importanza: come migliorare la qualità del lavoro per migliorare anche la salute e la sicurezza delle persone.

Dalla prevenzione dei rischi alla qualità della vita lavorativa

I dati dell’ultima Relazione annuale INAIL confermano la gravità del fenomeno infortunistico e il continuo aumento delle denunce di malattia professionale.

Ma accanto ai rischi tradizionali assumono crescente rilevanza quelli psicosociali, a partire dallo stress lavoro-correlato.

Secondo l’indagine europea EU-OSHA OSH Pulse 2025, il 29% dei lavoratori italiani dichiara di aver sperimentato stress, depressione o ansia causati o aggravati dal lavoro. Un fenomeno che emerge con molta minore evidenza nei sistemi formali di denuncia delle malattie professionali.

Il convegno ha richiamato l’attenzione sulla necessità di migliorare gli strumenti di valutazione e prevenzione dello stress, superando approcci esclusivamente tecnici e valorizzando il contributo delle scienze psicologiche, sociologiche e organizzative.

Il distress non rappresenta soltanto un problema di benessere individuale: può contribuire, insieme ad altri fattori, a compromettere attenzione, concentrazione e capacità decisionali, aumentando il rischio di errori e incidenti. Lo stress cronico può inoltre avere conseguenze sulla salute psicologica e fisica.

Organizzazione, formazione e intelligenza artificiale: le nuove frontiere della prevenzione

Un altro tema centrale dell’incontro è stato il contributo delle nuove tecnologie alla salute e alla sicurezza sul lavoro.

Stefano Di Rosa, Direttore Generale del Parco Scientifico e Tecnologico Pontino Technoscience, che ha coordinato i lavori, ha introdotto le opportunità offerte da sensori intelligenti, digital twin e intelligenza artificiale per individuare situazioni di rischio e sviluppare nuove strategie di prevenzione.

L’innovazione tecnologica, tuttavia, deve accompagnarsi all’innovazione organizzativa.

Non basta introdurre nuove tecnologie: occorre riprogettare processi, ruoli, competenze e modalità di collaborazione, evitando che la trasformazione digitale produca nuove forme di sovraccarico e stress.

In questa prospettiva, la formazione assume un ruolo strategico. Non soltanto come strumento per trasmettere conoscenze normative, ma come processo di sviluppo della consapevolezza, delle competenze e dei comportamenti necessari a costruire ambienti di lavoro più sani e sicuri.

Sette prospettive per un obiettivo comune

Dopo il saluto istituzionale di Dario Nanni, consigliere capitolino, il confronto si è sviluppato attraverso gli interventi di sette autori di Edizioni Palinsesto.

Daniele Ranieri ha affrontato i problemi della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro; Felice Paolo Arcuri e Fernando Cecchini hanno approfondito il tema dello stress e delle sue conseguenze sul benessere e sulla prevenzione degli incidenti; Luigi Marzano ha portato l’attenzione sui disturbi muscolo-scheletrici e sulle tecniche di riequilibrio muscolare.

Fabrizio Giorgilli e Paolo Gentile hanno contribuito alla riflessione sui comportamenti organizzativi e sulla progettazione ergonomica del lavoro, mentre Cinzia Ciacia ha affrontato le opportunità e i rischi delle nuove forme di lavoro blended e digitale.

A completare la giornata, l’intervento dell’ergonomo Marco Testasecca, dedicato all’armonia tra spiritualità, ergonomia e sicurezza nei luoghi di lavoro, con un richiamo all’umanesimo integrale di Adriano Olivetti e alla Magnifica humanitas di Leone XIV.

L’impegno di S3 Opus: formare per prevenire

Per S3 Opus, l’incontro rappresenta un’ulteriore occasione per riaffermare una convinzione che orienta le proprie attività di ricerca, consulenza e formazione: la prevenzione più efficace nasce dall’integrazione tra competenze tecniche, conoscenza dei processi organizzativi e centralità della persona.

Migliorare la sicurezza significa anche sviluppare organizzazioni capaci di riconoscere i rischi emergenti, ascoltare i lavoratori, valorizzare le competenze e utilizzare responsabilmente le nuove tecnologie.

È in questa direzione che S3 Opus intende continuare a operare, promuovendo percorsi formativi e progetti di innovazione organizzativa orientati al benessere e alla sostenibilità del lavoro.

Per approfondire i temi affrontati durante il convegno e acquistare i volumi presentati, è possibile consultare il catalogo di Edizioni Palinsesto, casa editrice partner dell’iniziativa. Scopri le pubblicazioni di Edizioni Palinsesto →

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